Intervista a Frontera: “la musica terapia e salvezza”
- “Bludiamante” è il tuo nuovo singolo, il racconto di un rapporto che si è deteriorato dopo conflitti e difficoltà: come nasce il brano?
Il brano nasce dalla necessità di esorcizzare un momento. Mi capita molto spesso ed è la cosa più liberatoria per me. Raccontare nero su bianco una storia per me è terapeutico, e spero possa esserlo anche per chi c’è dall’altro lato.
- Il senso di vuoto rimane a raccontare la fine di una relazione, che sia d’amore, amicizia o familiare: quel vuoto serve a ripartire o è solo annullamento e fine?
Sono sempre stato attratto dal concetto di “cambiamento”. Indubbiamente è un concetto che spaventa, ma dà anche la possibilità di riflettere e migliorarsi, indi per cui ti rispondo che per me dopo ogni fine indubbiamente c’è una ripartenza, spesso con più consapevolezza, e lo trovo elettrizzante.
- Il brano è un racconto intimo che racconta anche la resilienza di fronte a una perdita: in quell’intermezzo tra dolore e ripartenza per te personalmente la musica che ruolo ha?
La musica da sempre svolge un ruolo cardine nella mia vita. È terapia e salvezza.
- “Lacrime blu diamante” quelle cantate nel brano: il blu perchè?
Il blu da sempre è associato alla tristezza, ed è proprio questo che mi ha sempre affascinato. È il colore che più prevale all’interno del mio progetto, partendo dai testi fino alle immagini, trovo mi descriva molto e, soprattutto, racconti la mia parte più intima. Nonostante sono sicuro che io esteriormente sia percepito come tutto fuorché una persona triste oppure malinconica, è un lato che indubbiamente mi appartiene ed ho deciso di farne il mio punto di forza.
- Fin da piccolo la musica ha fatto parte di te: quali sono gli artisti a cui ti ispiri?
Ciò che mi piace ripetere sempre è che sono letteralmente cresciuto a “pane e pop”, guardando le icone del panorama internazionale degli anni 2000, i Video Music Awards e i Grammy. Ho visto tutti i concerti in Italia di Lady Gaga degli ultimi 10 anni, ho David Bowie tatuato su un braccio e Kanye West sul costato, credo questo mix sia molto rappresentativo di chi sono oggi.
- Sogno nel cassetto?
Sanremo.
- Domanda di rito: dovessi identificarti in un’opera d’arte chi saresti?
“Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry.
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